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Congresso Nazionale Sifo 2005

OBIETTIVI

La ricetta medica deve essere effettuata, oltre che secondo scienza e coscienza, nel rispetto dei principi di economicità, riduzione degli sprechi, appropriatezza ed efficacia dell'intervento. I medici di medicina che prescrivono quantità notevoli di medicinali, evidenziando una spesa pro-capite molto elevata rispetto a parametri di riferimento, vengono etichettati come iperprescrittori. Tali medici tendono spesso a giustificare questo comportamento sostenendo che investire in farmaci porta benefici dal punto di vista della riduzione del numero dei ricoveri ospedalieri e quindi anche della spesa indotta. L'obiettivo di questo progetto è quello di studiare la correlazione tra il numero di richieste di ricoveri ospedalieri e il numero di prescrizioni farmaceutiche inoltrate dallo stesso medico. In questo modo si può verificare se ad un aumento delle prescrizioni farmaceutiche da parte del medico corrisponda una tendenza alla "cura" a domicilio del paziente e quindi una riduzione dei ricoveri e un appropriato utilizzo dell'ospedale.

 

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MATERIALI E METODI

L'indagine è stata condotta utilizzando i dati relativi a 8 medici della Z.T. n. 11 di Fermo riferiti all'anno 2003. Nell'analisi descrittiva si sono individuate le misure di tendenza centrale e di variabilità, introducendo le variabili dummy dove necessario. Per l'analisi empirica si è utilizzata una regressione semplice basata sul metodo dei minimi quadrati ordinari (modello OLS) secondo la seguente equazione standard:

yi = α + βxi + εi

La variabile  dipendente yi, è data dal numero di richieste di ricoveri ospedalieri dell'i-esimo paziente, mentre la variabile indipendente xi, rappresenta il numero di prescrizioni farmaceutiche indotte all'i-esimo paziente sempre dallo stesso medico; εi è il termine di errore del modello. Attraverso il metodo dei minimi quadrati si sono ottenuti i parametri α e β incogniti.

RISULTATI
L'analisi dei dati ha evidenziato che per ogni medico, il coefficiente di regressione β, che rappresenta la variazione assoluta costante subita in media dalla variabile dipendente, per effetto di un aumento unitario della variabile indipendente, risulta essere sempre positivo e quindi la relazione tra le variabili è anch'essa positiva.

CONCLUSIONI

Le giustificazioni dei medici iperprescrittori avevano portato a sperare che i coefficienti di regressione e quindi anche la relazione tra le variabili, fosse negativa o inversa, cioè che all'aumento di una variabile, si accompagnasse una proporzionale diminuzione dell'altra. Invece dal lavoro di stima effettuato, emerge che per ogni medico, preso in analisi, all'aumentare del numero delle prescrizioni farmaceutiche aumenta anche il numero dei ricoveri ospedalieri, vanificando così le motivazioni presentate dagli iperprescrittori. 

 

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